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Black mirror: Bandersnatch

Bandersnatch è l’ultima versione della famosissima e pluripremiata serie Black Mirror di Charlie Brooker e Annabel Jones. Il fascino di Black Mirror è dovuto a due cose: la scrittura di alto concetto e la sua capacità di attingere alle nostre paure umane più profonde e inconsce. L’ultima puntata non è estranea alla classica inquietudine di Black Mirror, anzi, ne è piena zeppa. Né manca il tema di alto concetto, essendo un lungometraggio interattivo in cui lo spettatore sceglie la storia del personaggio principale.

Se non vuoi spoiler, smetti di leggere ora e vai a guardarlo su Netflix! Tuttavia, se sei riuscito a navigare una o più volte nella trama labirintica, continua a leggere la nostra recensione di Black Mirror: Bandersnatch.

La Premessa

Per tutto il film, ambientato nel 1984, seguiamo il nostro protagonista programmatore Stefan Butler (Fionn Whitehead) mentre tenta di creare il suo rivoluzionario videogioco. È in procinto di adattare un romanzo di successo “scegli la tua avventura” o “choose your own adventure”, Bandersnatch, scritto dall’assassino psicotico Jerome F. Davis. Mentre Stefan cerca di produrre il codice necessario, la sua salute mentale si deteriora rapidamente, alimentata in gran parte dalla trama contorta e trasformante del romanzo che ha scelto di ricreare.

Suo padre, Peter (Craig Parkinson), diventa sempre più preoccupato e incoraggia Stefan a tornare a visitare il suo terapeuta, il disonesto e distaccato Dr. Haynes (Alice Lowe). Queste visite accendono alla mente la morte della madre di Stefan quando era bambino e il senso di colpa e la responsabilità che prova per la sua morte. Il dottor Haynes aumenta i livelli di farmaci di Stefan nel tentativo di regolare il suo umore. Sfortunatamente, queste non sono le uniche droghe che Stefan prende …

Durante un viaggio a casa del suo collega e mentore Colin Ritman (Will Poulter), decide di assumere del LSD. Alla fine della fiera, tutti questi fattori contribuiscono a far combaciare la vita di Stefan con quella dell’autore del libro Bandersnatch, che culmina nel suo stesso psicotico omicidio del padre in un altro classico finale alla Black Mirror.

Nel complesso, la trama è davvero impressionante. Sebbene possa seguire strade diverse a seconda delle tue scelte, in nessun momento una delle parti si distacca dall’altra. Se dovessi sederti e lasciare che qualcun altro scelga per te, potrebbe sembrare di guardare un film normale: questo è il livello qualitativo di Bandersnatch.

Inoltre, l’ambientazione del 1984 è una novità che ben si adatta all’universo di Black Mirror. Di solito, siamo spinti nel futuro a doverci confrontare con l’ultima trovata tecnologica. Tuttavia, Brooker ha sapientemente capovolto questa tendenza inviandoci indietro nel tempo, capitalizzando sul crescente interesse dei millenials per i giochi retrò, con un bel easter egg incluso (vedi Nohzdyve sotto).

Bandersnatch Finali

Bandersnatch Meme

Bandersnatch Gioco